San Lorenzo in Banale

Sorvegliati speciali delle Dolomiti

Questa è una valle veramente speciale. Una miriadi di piccoli borghi contadini dove la pietra e il legno la fanno da padrone, e un’atmosfera unica che ti avvolge appena li visiti.

Oggi decido di fare un salto a San Lorenzo in Banale e Dorsino. Due borghi ai piedi delle Dolomiti di Brenta immersi nella natura del Parco Naturale Adamello Brenta.

Parto da San Lorenzo in Banale, 758 metri. Sette sono le Ville che lo compongono e proprio camminando tra queste piccole frazioni si riscopre la vera essenza del luogo. Berghi, Pergnano, Senaso, Dolaso, Prato, Prusa e Glolo. Ognuna con la sua chiesetta, l’immancabile fontana e una curiosità da scoprire. Dalla piazza centrale imbocco una vecchia strada acciottolata “Via Cavada”. E’ la strada delle slitte, prima testimonianza di un passato contadino. La strada veniva utilizzata dalla gente del paese, in particolar modo durante la stagione estiva, per lo sfalcio e la fienagione al fine di procurarsi la miglior erba di montagna da utilizzare durante l’inverno per sfamare mucche, capre e pecore. Ancora oggi se guardi bene puoi vedere i solchi paralleli che i numerosi passaggi delle slitte hanno lasciato a terra.

Lungo la salita mi accompagnano anche le tradizionali “filagne” lastre in granito che un tempo servivano per delimitare le proprietà. Alzo lo sguardo e davanti mi trovo una splendida dimora rurale. Sono arrivata a Berghi, la prima delle sette ville che visiterò e che mi riporta in un tempo lontano. Una signora si affaccia alla finestra di questa splendida casa e mi vede incuriosita sbirciare tra gli archi del loggiato. Chissà quanti sguardi curiosi ha incrociato, ma per niente intimidita mi sorride e comincia a spiegarmi che la casa ha un nome: Casa Martinoni. Qualcuno sostiene che un tempo fosse stato un convento, viste le sue grandi dimensioni e il nome della località dove sorgeva “dos dei frà”. Poco lontano trovo un grande ponte che porta a “l’ éra”. Tutte le case una volta avevano sopra il piano dove abitava la famiglia l’aia, un largo spazio che serviva per portare e ammassare il fieno. Ecco che tutto ritorna, la strada delle slitte, il ponte e l’aia. Tutti elementi che caratterizzavano la vita contadina di un tempo. Sono felice di perdermi per un po’ tra le strette vie selciate di questa piccola frazione. Cammina, cammina mi trovo di fronte ad una chiesetta dedicata ai santi Rocco e Sebastiano. Sono arrivata alla frazione di Pergnano con la piccola chiesetta che contiene gli affreschi dei pittori itineranti Baschenis. La Villa è ricordata anche per una curiosità: la presenza delle “tesadre” delle tessitrici che fondarono una manifattura tessile dove si lavorava la canapa.

Proseguo tra le vie del borgo e mi spingo fino al limite del paese, sono a Senaso, la porta di accesso della Val Ambiez che porta alle Dolomiti di Brenta. Mi accoglie una piccola fontana circondata da una corona di case ricoperte di viti, che spettacolo sembra un dipinto! Proseguo camminando sotto i “famosi” ponti e mi trovo davanti ad un affumicatoio. Lo sapevi che a San Lorenzo in Banale viene prodotto un salume veramente speciale che si chiama Ciuiga? Questo insaccato di rape bianche e maiale è diventato presidio Slow Food e un tempo veniva affumicato proprio qui, all’interno del vecchio caseificio turnario, che ogni autunno viene aperto in occasione della tradizionale Sagra della Ciuiga. Se sei a San Lorenzo in Banale sicuramente sei un amante della montagna! Ti svelo che proprio a Senaso vive Elio Orlandi, alpinista conosciuto a livello internazionale e grande esperto della Patagonia. Chissà che non sia fortunata e riesca ad incontrarlo di persona! :-)

Decido di continuare la strada che porta in Val Ambiez per poi girare a sinistra e imboccare una strada ripida che mi porta fino alla prossima villa: Dolaso. Questa è una delle frazioni più isolate che custodisce la chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, la chiesa più antica del borgo. Decido di fermarmi un attimo e mi siedo su una panchina nella piazzetta del paese, dove posso ammirare le tre Cime del Monte Bondone.

Imbocco la strada principale che mi riporta alla piazza centrale di San Lorenzo e mi collega ad un’altra villa, questa volta sono a Prato. Un tempo qui si concentravano le attività più importanti per gli abitanti del borgo: c’era il mulino, il panificio, la Famiglia Cooperativa, la posta e la chiesa. Davanti a me si trova il teatro parrocchiale, che ha un passato veramente curioso. Si tratta di un’antica chiesa sconsacrata nel 1910 e poi restaurata dagli abitanti. Ma non è tutto! Storicamente il teatro era la sede del mulino e del panificio. Purtroppo è chiuso e non posso entrare per curiosare un po’….dovrò aspettare il prossimo spettacolo teatrale in programma, infatti esposto c’è un cartello con una serie di spettacoli dialettali, devo assolutamente venire a vederne uno!

Mi sposto ancora un po’ più in basso e voilà mi trovo già nella prossima villa di Prusa. Penso però di essermi persa, volevo arrivare a Casa Mazoleti, famosa per la sua classica architettura giudicariese (mi sono documentata un po’ in internet!) ma intorno a me trovo antichi ponti in pietra e case addossate le une alle altre…dove sarà mai?

Ecco che lungo la strada incrocio una signora, speriamo sia del posto! La fermo e le chiedo qualche indicazione per raggiungere la “mia casa”. La signora è gentilissima si chiama Maria Teresa e abita da sempre a San Lorenzo. Mi guarda e sorridendo dice “Vei con mi!” Pochi passi più avanti e mi accompagna davanti a questa maestosa abitazione di Famiglia. Come Casa Martinoni nella frazione di Berghi anche a Casa Mazoleti ritrovo le classiche arcate. Il mio speciale Cicerone mi spiega che più archi aveva una casa, più ricca era la famiglia che l’abitava. Maria Teresa mi racconta che a piano terra c’erano le cantine e le stalle, al primo piano la cucina e le stanze mentre al terzo e quarto piano si trovavano “le ere” (aie), “le ralte” (depositi per il fieno) e “i raltedei” (il sottotetto dove si faceva essiccare la paglia) accessibili dai tipici ponti.  Quante storie si nascondono dietro a queste mura! Maria Teresa mi dice di osservare meglio la facciata…non ci sono solo magnifici gerani rossi e uno splendido loggiato ad archi…tutto a destra ecco una luminosa meridiana perfettamente conservata!

Quanto vorrei poterci entrare…purtroppo non si può ma Maria Teresa mi consiglia di visitare la Casa del Parco C’Era una Volta, lì potrò vedere la ricostruzione originale degli ambienti di una casa del luogo: oggi la giornata è molto piena ma me lo segno e lo metto in programma per una prossima visita! Saluto e ringrazio ancora, chiedendo una dritta per raggiungere l’ultima delle sette ville: Glolo ai piedi del Colle Beo. Da qui si possono raggiungere i resti di Castel Mani un antico castello del XII secolo, distrutto durante l’invasione napoleonica. A seguito di un violento incendio poi gli abitanti del posto hanno usato le rovine per costruire nuovi edifici.

La passeggiata mi ha messo un bel po’ di fame, per fortuna ho portato con me un pranzo al sacco che ho scelto tra le numerose proposte picnic che poi ho prenotato chiamando l’Azienda per il Turismo e ho ritirato comodamente alla Famiglia Cooperativa di San Lorenzo, punto di partenza della mia visita. Poco distante dalle rovine si sviluppa un sentiero panoramico con una vista spettacolare sulla valle. Decido di fermarmi qui per la mia sosta golosa, oggi con una vista mozzafiato sulla valle.

Ritorno alla macchina un po’ triste perché devo abbandonare questo paradiso, ma curiosa di scoprirne un altro. Scendendo da San Lorenzo decido mi fermo a Dorsino (un tempo Villa Orsino) e al suo piccolo centro storico. Vale veramente la pena fermarsi in questo delizioso paesello. Non devo fare tanti passi dalla piazza principale vicino all’antica chiesa di San Giorgio per raggiungere i caratteristici Ponti de l’era. Mi immergo in questa stradina e i numerosi ponti in pietra mi riparano dal sole che ormai è alto in cielo. Le case sembrano un tutt’uno, collegate tra loro dai ponti e addossate le une alle altre. Ritorno alla piazza, bevo un sorso di acqua fresca alla fontana e su una bacheca informativa leggo che nella chiesa ci sono degli splendidi affreschi dei Baschenis, dei pittori itineranti. Ecco un altro spunto per la mia prossima visita da aggiungere alla casa del parco a San Lorenzo. 

Basta guardarsi attorno per scoprire una curiosità, fare un piccolo tuffo nel passato, tutto sembra parlarmi...perfino le pachine qui sono "parlanti"! Prima di tornare a casa mi siedo su una delle panchine che si trovano nel borgo, ognuna riporta una particolare dedica al territorio. Vi lascio con un omaggio che ho letto sulla mia singolare seduta:

El Brenta le propi'l so bel regno con i cari monti del me Dorsin e a onorarla mi tant ghe tegno!

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Tel +39 0465 702626
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