I pittori Baschenis

I misteri nei dipinti dei Baschenis

Ci sono tanti modi per vivere una vacanza, io sono sempre stata incuriosita dalla storia. Anche a scuola era la mia materia preferita, e questo mio ricordo d’infanzia lo porto gelosamente con me…e si rispecchia anche nelle mie abitudini.

Ogni viaggio per me è la conquista di nuove informazioni e curiosità che inevitabilmente passano dal passato e dalla storia. Nella valle delle Terme di Comano non si possono non notare i tanti campanili che svettano verso il cielo. Alti e a punta, decorati e maestosi.  Mi fermo a pensare a come in effetti le chiese sono da sempre il nucleo centrale di ogni piccolo borgo montano e oltre ad essere il tradizionale luogo sacro siano anche un intrigante luogo ricco di arte e cultura.

Il Trentino e la valle delle Terme di Comano erano un’importante via commerciale che connetteva la Pianura Padana con la vicina Germania. Chissà quanti personaggi sono passati da queste stradine! Il mio viaggio a ritroso nel tempo tra le chiese della valle inizia a San Lorenzo in Banale e subito trovo una curiosità.

Fedeli ospiti della valle tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento erano i pittori Baschenis, una famiglia bergamasca di pittori itineranti che ha affrescato numerose chiese e cappelle in tutto il Trentino. Ottimo spunto di partenza! Sono proprio curiosa di vedere i loro affreschi. Mi documento un po’ in internet e scopro che i Baschenis non scelsero a caso di realizzare degli affreschi, erano infatti un modo economico, veloce e duraturo per creare le loro “Bibbie dei poveri”. Proprio così, nelle chiesette della valle gli affreschi si rivolgevano alla popolazione che mediamente non sapeva né leggere né scrivere. Grazie agli affreschi dei Baschenis gli abitanti della valle imparavano attraverso le immagini, la storia delle Sacre Scritture.

Bene, come dicevo la mia prima tappa è San Lorenzo in Banale, borgo composto da sette antiche Ville. La mia attenzione però va alla frazione di Pergnano dove si trova l’antica chiesetta di San Rocco e San Sebastiano. La chiesa è piccola, raccolta e ricca di affreschi sui toni dell’ocra, rosso mattone e verde…mi sa che c’è lo zampino dei Baschenis! Sulla parte sinistra della Chiesa è affrescata l’Ultima Cena con la presenza di tredici Apostoli. Alcuni sostengono che il personaggio in primo piano sia il committente, altri invece dicono che come nella chiesa di Santo Stefano a Carisolo – in Val Rendena, sempre affrescata dai Baschenis, è presente Mattia il discepolo scelto dopo l’ascensione di Gesù in cielo per sostituire il traditore Guida Escariota. Potrebbe quindi essere Mattia il tredicesimo apostolo dell’Ultima Cena a Pergnano? Guardando bene sulla tavola dell’Ultima Cena noto la curiosa presenza di gamberi. Sono gamberi di fiume, che fino agli inizi del 900 caratterizzavano i fiumi trentini. Erano quindi un piatto povero, che tutti avevano a disposizione e che in questo caso aggiungono un riferimento alla tradizione nell’opera dei Baschenis.

Ecco che già questi Baschenis mi incuriosiscono sempre più. Lascio la chiesetta per scendere nel vicino paese di Dorsino, dove nella piazza centrale è presente l’antica chiesa dedicata a San Giorgio (Aperta dalle ore 10.00 alle 16.00). Anche qui la chiesa è ad una sola navata e completamente affrescata. Gli affreschi della volta sono di Cristoforo II Baschenis e raffigurano come nelle chiese di San Rocco a Pergnano e San Felice a Bono nel Bleggio, il Cristo Benedicente e sulle vele gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa. In questo luogo sacro trovo un’altra curiosità, oltre agli affreschi dei Baschenis che sembrano avere un filo conduttore scopro che una parte della chiesa è stata affrescata da un autore locale nel 1458. A Dorsino sono ancora oggi molti i pittori che fanno questo proprio di lavoro! Si vede che l’arte ce l’hanno nel sangue.

Esco dalla chiesetta e subito il mio sguardo si rivolge a sud, ecco un altro campanile, a punta questa volta con una chiesa molto grande vicino. Passa una signora e le chiedo gentilmente che paese è. “Quello laggiù è Tavodo, con la pieve dell’Assunta”. Salgo in macchina e vado a scoprire una delle chiese più antiche delle Giudicarie con alle spalle le Dolomiti di Brenta, che spettacolo! In questa chiesa nessuna traccia dei Baschenis (ho controllato bene), ma tanti elementi particolari: quattro bifore sul campanile, un tetto a piramide, una meridiana dipinta sul lato meridionale, l’orologio sul campanile e un grande organo di Damiano Damiani un gioiello di arte organaria del 1831. Che dire è veramente grande, mica per niente era la Pieve del Banale (aperta sempre)! Sulla porta della chiesa mi saluta il parroco del paese, Don Vigilio che gentilmente mi mostra anche l’interno della chiesa e il grande altare maggiore realizzato in marmo di Carrara. Gli racconto del mio percorso e della ricerca dei dipinti dei Baschenis. Mi consiglia quindi di andare a Dasindo al Santuario della Madonna dell’Assunta (aperto dalle 9.00 alle 17.00), il cui interno è riccamente affrescato da Simone II Baschenis. Pronti via!

Percorro la vallata che scende fino alle Terme di Comano, centro termale specializzato nella cura della pelle, per poi risalire tra filari di viti e campi di mais fino a Dasindo. In centro al paese trovo la chiesa di S. Maria, uno scrigno di gioielli artistici come l’altare secentesco della Madonna con Bambino, Angeli e degli affreschi cinquecenteschi attribuiti a Simone Baschenis.  Questo Simone doveva avere una certa sensibilità, in uno dei riquadri della chiesa infatti noto che ha rappresentato la mamma di Gesù che cuce in compagnia di altre donne. Anche qui usa immagini semplici e suggestive per insegnare la storia sacra alla popolazione. I Baschenis sono proprio sorprendenti. All’interno della chiesa trovo un affresco veramente particolare dove il Cristo viene rappresentato con la spada. Una rappresentazione insolita che vuol comunicare il trionfo di Cristo dopo la morte.

Ultima tappa che mi concedo è a Bono alla Chiesa di San Felice (Aperta dal 1 luglio al 15 settembre: martedì, giovedì e sabato dalle 16.00 alle 18.00; dal 16 settembre al 15 ottobre martedì’ e sabato dalle 15.00 alle 17.00). Il sole ormai è basso e mi regala un’atmosfera magica grazie alla luce dorata che circonda la piccola chiesa immersa tra i campi coltivati. Anche lei piccina e raccolta mi invita ad entrare. Apro la porta e l’emozione che provo è grandissima…una sensazione unica! I colori degli affreschi mi avvolgono completamente lasciandomi senza fiato. Inequivocabile il segno dei Baschenis che hanno decorato la volta del presbiterio della chiesetta. I Baschenis hanno avuto il loro bel da fare in questo se pur piccolo luogo sacro. Entrando noto subito la ricca decorazione pittorica interna. Nel 1496 Cristoforo Baschenis ha infatti realizzato il ciclo di affreschi raffiguranti la Crocifissione, l’Annunciazione, scene della vita di S. Felice, una serie di Santi, la teoria degli Apostoli e i Dottori della Chiesa. Anche qui hanno lasciato sicuramente il segno! Spersa nella campagna, questo percorso tra gli affreschi dei Baschenis mi ha portata lontano nel tempo, peccato dover tornare al giorno d’oggi…si è fatto tardi ed è arrivato per me il tempo di rientrare a casa. Un rientro speciale perché sono tante le informazioni che sono riuscita a raccogliere, le curiosità e le bellezze artistiche che ho potuto ammirare…e che non finiscono qua! I Baschenis infatti mi dicono hanno dipinto in altre chiesette della valle!

Ottimo mi metto subito all’opera per andare a scovarli nelle chiese di altri piccoli borghi della valle. Prossima meta Sclemo, Seo, Vigo Lomaso e Villa del Bleggio. Baschenis sto arrivando!

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